Svelare Il Paternalismo Morale Sul Corpo Femminile
Dal Burlesque alle lotte storiche del Sex Work
Esiste un corto circuito sottile e insidioso nel dibattito contemporaneo sui diritti e sull’autodeterminazione: la trasformazione della protezione in paternalismo morale.
Quando alcune realtà della lotta alla violenza sulle donne rifiutano manifestazioni artistiche e performative come il Burlesque bollandole sbrigativamente come “patriarcali”, stanno applicando la lente dogmatica del femminismo abolizionista o radicale. Lo stesso principio lo vediamo applicato ad ogni campo del sex work.
Per chi incarna questo tipo di pensiero, il corpo femminile esposto o ipersessualizzato è sempre un’elaborazione del male gaze (lo sguardo maschile egemonico) e la sessualizzazione, anche quando liberamente autodeterminata, finirebbe per alimentare la cultura della reificazione.

In questa visione ortodossa, la performer — così come la sex worker — non viene vista come un soggetto attivo che gioca con l’ironia, la regia e la sensualità, ma come qualcuno che ricade inconsapevolmente nelle trame del patriarcato o che è unicamente “vittima della cultura del consumo”.
La convenzione sociale da superare secondo me è esattamente questa: la trappola del paternalismo protettivo che dice alla donna “Noi sappiamo cosa ti opprime meglio di te”, togliendole la capacità di decidere cosa sia liberatorio per il proprio corpo.
Il Burlesque, per le sue origini storiche e teatrali, nasce in realtà come un’arte della satira, del sovvertimento e della de-costruzione dello sguardo. È un gioco di potere capovolto: la performer governa la scena, stabilisce i tempi, sceglie cosa mostrare, quando farlo e come sbeffeggiare i codici tradizionali della seduzione.

Anni fa ho partecipato a uno show il cui slogan manifesto era: “Mi spoglio perché voglio”. L’ho adorato e credo sintetizzi perfettamente la risposta del femminismo pro-sex, intersezionale e performativo.
Gli sfidanti dell’ideologia dominante spostano radicalmente il baricentro:
- Dal “Quanto” al “Chi”: La differenza tra violenza/oggettificazione e liberazione non risiede nella quantità di pelle mostrata, ma in chi detiene il controllo di quella scelta.
- Rottura del Doppio Legame Archetipico: Il Burlesque rompe la dicotomia classica e secolare imposta alle donne (o sei la donna d’angelo pura e desessualizzata o sei oggetto di consumo) insediandosi nello spazio scandaloso dell’autrice del proprio desiderio.
- Dall’Agenzia al Guadagno: Reclamare la regia della propria esposizione significa dire: “Questo corpo è mio, la narrazione della mia sessualità la scrivo io, la regia è mia, e persino il guadagno o la scena che ne ricavo mi appartengono”.
Questa frattura, che ho riscontrato diverse volte come performer, quando si è trattato di voler collaborare con alcune associazioni femministe e di difesa dei diritti delle donne, ricalca storicamente le battaglie di Carla Corso e del movimento per i diritti delle sex workers: lo scontro frontale tra il moralismo dall’alto e chi rivendica: “Noi viviamo questa realtà, ne usiamo gli strumenti, ne conosciamo i rischi e pretendiamo il diritto di definirci”.
Una risorsa creativa
La Riconquista della propria Regia Corporea

Trasformare l’esposizione da luogo di vigenza dello sguardo altrui a spazio di sovversione consapevole. La performance diventa un dispositivo politico per de-strutturare gli archetipi della vergogna e del tabù generazionale.
Io chiamo questo lavoro “Corpo Ribelle” e rientra nel Cerchio di Laboratori Esperienziali che propongo all’interno degli incontri di “Radice Nuda”.
Uno degli obiettivi è riconoscere che quando la protezione nega l’agenzia del soggetto, cessa di essere tutela e diventa censura moralista.
Questo è un passaggio fondamentale per superare la contrapposizione binaria vittime/carnefici per affermare una narrazione in cui il corpo sessualizzato, performativo e consapevole si fa veicolo di indipendenza economica, artistica ed esistenziale.
Scopri tutti i percorsi di “Radice Nuda” e scegli quello che più si allinea con il tipo di lavoro che vuoi fare ora su di te.
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sarò lieta di guidarti a scegliere il percorso giusto per te in questo momento della tua vita.