Reni La Stria

La mia vita da Strega

Reni La Stria a Bosco di Corniglio, Parma

Strega? Perché? Fino ai dodici anni ho sempre sostenuto di essere una buona cristiana. 
Eppure quando mi chiamavano “strega” ho sempre provato il sapore speziato della curiosità e del mistero. 
Cosa sapevo allora delle streghe? Nulla.
E quando non conosco e la cosa mi preme, mi metto a fare ricerche e studiare. 

C’è stato un tempo che pensavo mi chiamassero “strega” per il fatto che la mia lingua era tagliente e acida e le streghe venivano sempre rappresentate come brutte-e-cattive; un po’ mi ci sentivo e ho finito col crederci.
Questo mi faceva sentire il gusto aspro dell’offesa e allo stesso tempo una puntina di scintillante orgoglio. 

Più avanti invece, sono stata chiamata “strega” da familiari, amici e conoscenti, per il fatto che mi appassionavano i temi mistici, esoterici; perché amo stare nei boschi e tratto creature e elementi come fate e folletti; perché celebro il passaggio delle stagioni e seguo il calendario lunare. Perché parlo di tradizioni antiche e di morte e di rinascita. 

Invece io mi sento strega quando tratto tutti questi temi in relazione tra loro, dal punto di vista psichico, con lo scopo di creare una narrazione costruttiva, che porti all’espansione della coscienza attraverso l’esperienza e fuori dalle trappole della mia mente condizionata e contorta. 

In questo senso, io mi chiamo “stria”: per la natura psicomagica dell’essente che sono. 

La magia sta nell’essere in grado di manifestare cose sensazionali con garbo e attraversare condizioni incerte con coraggio.
La magia che appare quando entri in connessione e metti tutto in relazione.
Modificare comportamenti; assumersi la responsabilità degli atteggiamenti; disciplinare il tempo, lo spazio e il pensiero; coltivare relazioni sane, fruttuose. 

Questo è per me essere streghe e maghi, oggi: far apparire qualcosa che prima non riuscivamo a vedere ma sapevamo esserci. 

Ultimi Articoli:

L’indagine Archetipica come “Smascheramento del Copione”

Un viaggio per dimostrare che ciò che la società ci spaccia per “naturale”, “ovvio” o “inevitabile” è in realtà la proiezione di una forma mitica strutturata per mantenere un certo ordine.

Insieme guarderemo ai modelli universali di comportamento e di pensiero (gli archetipi) che sono stati sequestrati, distorti e istituzionalizzati dal potere sociale per manipolare il desiderio e il senso di identità collettivo.

La Biopolitica dei simboli
Gli archetipi (il Padre, la Madre, l’Eroe, il Ribelle, il Saggio e così via) sono forze neutre e antropologiche. Tuttavia, il condizionamento sociale agisce “congelando” queste forze in stereotipi rigidi per scopi di controllo. 

In questo senso la nostra indagine serve a separare l’energia vitale dell’archetipo dalla gabbia sociale che lo contiene; la useremo come grimaldello per scardinare i condizionamenti sociali, non per fare una semplice un’analisi culturale: vogliamo compiere un’operazione di archeologia della coscienza.

Un atto di Emancipazione immaginativa
Scardinare il condizionamento significa liberare l’archetipo. Faccio un esempio pratico:
Se la società usa l’archetipo del Sovrano nella sua forma corrotta (il Tiranno/il Burocrate), la nostra indagine propone il ritorno al nucleo pulito dell’archetipo: l’autodisciplina, la leadership generativa, la cura del proprio territorio interiore ed esteriore.

I condizionamenti sociali non dominano attraverso la logica, ma attraverso il mito. Non ci convincono con i dati, ci ipnotizzano con le narrazioni. Pertanto, l’unico modo per scardinare il condizionamento non è opporre altri dati, ma svegliare noi stess* dall’ipnosi, scorgendo i fili invisibili degli archetipi che stanno muovendo la nostra vita a nostra insaputa.

Se sei interessat* a una Spiritualità Pratica e da Combattimento, segui il proflio instagram dedicato

https://www.instagram.com/langellarenata_consulente

E non perderti gli articoli del Blog “Bloom & Break”

https://blog-renatalangella.it/

2 commenti

  1. roberto
    ·

    Ti capisco,da molto tempo mi interesso di esoterismo e ho appreso l’arte di interpretare i tarocchi

    Rispondi

    1. ·

      Grande! Allora ti farò sapere appena avvio un progetto personale così da poterci confrontare se vorrai. Grazie mille per aver commentato intanto!!!

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *