Il portafoglio delle “brave ragazze”
Nella casa dove sono cresciuta, il denaro era un problema rumoroso, uno strumento malcompreso.
Per le donne della generazione dei miei poi, i soldi erano legati al sacrificio, al risparmio per ‘il futuro dei figli’ o, peggio, alla dipendenza da qualcun altro. I miei non sapevano che il denaro non è solo carta: è autonomia, è confine, è la possibilità di dire di No.
Non sapevano che saper dare un prezzo al proprio valore è la forma più alta di erotismo.
Oggi sfatiamo insieme alcuni dei grandi bias legati a questo tema ancora oggi così scottante.
La colpa di guadagnare (col corpo e con l’idea)
C’è una vergogna specifica legata al guadagno che deriva dall’immagine o dal piacere. La società accetta che tu fatichi in un ufficio per pochi spiccioli, ma storce il naso se decidi di monetizzare la tua creatività, la tua estetica o la tua identità di Performer.
I miei avrebbero pensato che ‘vendere’ un’immagine fosse una svendita di sé. Io ho scoperto che è l’esatto opposto: è decidere che il mio tempo e la mia arte hanno un peso specifico. Non è il corpo ad essere in vendita, è il valore della mia visione ad essere acquistato, insieme al valore del tempo dedicato.
Il Denaro come Confine
Spesso restiamo in situazioni tossiche — relazioni, lavori, dinamiche familiari — perché non abbiamo le risorse per andarcene.
Il mio percorso da Performer, Modella e Sex Worker mi ha insegnato che l’indipendenza finanziaria è il mio primo Safe Word. Avere il controllo sui propri conti significa non dover mai negoziare la propria dignità per necessità; l’ho appreso col tempo e “a mie spese”. I miei però non sapevano che un conto in banca solido è un’armatura che ti permette di esplorare il tuo caos in totale sicurezza; forse lo sapevano ma per certo non sapevano come fare.
Dare un prezzo al “Bizzarro”
Nella “società del prima”, l’unico lavoro degno era quello omologato. L’arte, il bizzarro, l’insolito, il fetish erano visti come hobby oscuri o devianze.Oggi, imporre un valore economico a ciò che faccio significa legittimarlo. Significa dire: “Ciò che sono ha un mercato perché ha un significato”.
Smettere di chiedere scusa per quanto chiediamo è il primo passo per distruggere il patriarcato economico che ci vorrebbe sempre un passo indietro, grate per le briciole.
La nuova moneta del Caos
I miei non sapevano che potevo essere la manager dei miei desideri. Pensavano che il successo fosse la stabilità, io ho scoperto che il successo è la libertà di scegliere a chi concedere la mia presenza e a quale prezzo.Il denaro non ti rende cinica, ti rende libera di essere irriverente.
Ti permette di investire nella tua ribellione, di proteggere la tua immagine e di costruire quella nuova struttura di cui parlavamo: una struttura dove tu sei l’unica azionista di maggioranza della tua vita.
Hai mai provato vergogna nel chiedere ciò che ti spetta? O pensi ancora che il desiderio debba essere gratuito per essere ‘puro’?
È ora di smettere di scambiare il tuo valore con la gratitudine degli altri.