Il silenzio ereditato
Ai tempi dei miei genitori, il consenso era un’ombra. Non se ne parlava, perché parlarne significava ammettere che il sesso non fosse solo un ‘dovere coniugale’ o un evento che ‘capitava’ e basta. Per la generazione che ci ha preceduto, il consenso era l’assenza di un grido, il silenzio di chi non aveva la forza di dire no. I miei non sapevano che il silenzio non è assenso: è solo mancanza di voce.
Il limite del “No”

NO
Ci hanno insegnato che finché non c’è un “No”, va tutto bene. Ma il “No” è l’ultima spiaggia, è il confine estremo prima del disastro. Aspettare il “No” per fermarsi è come guidare verso un muro e frenare solo quando lo hai toccato.
Il salto di qualità è quel Sì detto con entusiasmo. Il consenso non dovrebbe essere la ricerca di un divieto, ma la caccia a un desiderio condiviso (con – senso = sentimento, pensiero comune, non è nemmeno troppo difficile da capire). Se non c’è partecipazione, allora è solo una zona grigia che non arricchisce nessuno, anzi.
Cose che ho appreso dagli ambienti “alternativi”
(che la scuola ha dimenticato di insegnarci)
Nel mio lavoro come Bizarre Model e nelle pratiche fetish, il consenso è il gioco più divertente di tutti. Paradossalmente, proprio dove i confini sembrano più estremi, la comunicazione è più limpida.
- La Negoziazione: Prima di iniziare, ci si parla con molta chiarezza. Si stabiliscono i “Sì”, i “No” e i “Forse”.
- La Sicurezza: Parlare di limiti non spegne la passione, la accende. Sapere esattamente fin dove possiamo spingerci ci permette di lasciarci andare davvero, senza la paura di ferire o essere feritǝ.
La bugia della spontaneità: Smettere di avere paura di “rompere il mood”
I miei avrebbero trovato “poco spontaneo” tutto questo parlare. Io trovo che non ci sia nulla di più spontaneo che onorare il corpo dell’altro chiedendo: “Ti piace se faccio questo?”.

C’è questo grande mito irriverente da sfatare: che chiedere il permesso rovini l’atmosfera. Spoiler: Chiedere è sexy. Dimostra presenza, attenzione, padronanza di sé; è COINVOLGENTE e può diventare molto, molto divertente.
Dire “Voglio farlo, tu lo vuoi?” è infinitamente più erotico di un brancolare nel buio sperando di aver interpretato bene un sospiro; parliamoci chiaro, spesso abbiamo anche molto mal interpretato quel gemito o non siamo proprio riuscitǝ a farci capire.
Un nuovo vocabolario
I miei non sapevano che potevano negoziare il loro piacere. Pensavano che il sesso fosse qualcosa da subire o da concedere. Noi abbiamo il privilegio (e il dovere) di trasformarlo in un dialogo.
Il consenso non è un contratto freddo firmato davanti a un notaio; è il respiro che dice ‘ci sono, ti vedo, ti voglio’. Ed è un diritto che inizia nel momento in cui decidiamo che il nostro corpo ci appartiene.
Ti sei mai sentitə in dovere di dire sì solo perché non avevi la forza di dire no? Raccontamelo nei commenti o scrivimi in anonimo nel Confessionale del Caos.
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Mai stato così tanto d’accordo, soprattutto con “chiedere è sexy… è coinvolgente e può diventare molto divertente”. Finalmente qualcuno lo ha scritto!
Applausi!
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Grazie! Me molto felice che ci siano persone che amano le chiacchiere tra le lenzuola e che sappiano divertirsi. Hip hip hurrà per noi! ^^