Anche oggi sfatiamo insieme un altro falso mito
Ti è mai capitato di raccontare quanto sei stancə dopo una giornata di lavoro e sentirti rispondere con un sorrisino sarcastico: “Eh, vabbè, ma sarà mica questa la fatica!”?

Se sei un* artista o un* sex worker, questa frase è quasi un cliché della tua vita professionale. Esiste uno strano fenomeno per cui, se il tuo lavoro non rientra nei canoni del “posto fisso” o della fatica socialmente accettata, allora per il mondo stai praticamente andando in vacanza.
Ma da dove nasce questo sarcasmo? Forse è l’imbarazzo di fronte a temi che non si sanno maneggiare, o forse è un pregiudizio radicato che riconosce dignità solo a chi timbra un cartellino in ufficio o sposta dei pesi in un magazzino. La verità? Le fatiche sono molto più simili di quanto la gente voglia ammettere.
Lo specchio delle fatiche: Stesso volto, diversi riflessi
La cosa ironica è che molte delle attività che “fanno curriculum” in un ufficio o in un negozio sono esattamente le stesse che affrontiamo noi. Solo che le chiamiamo con nomi diversi.
Ecco un elenco irriverente delle “fatiche quotidiane” di chi lavora nell’arte e nel sex work, messe a confronto con la realtà. Spoiler: sì, ci stanchiamo quanto te.
1. Il dietro le quinte (Performer & Artisti)

Essere un* performer non significa solo stare sotto i riflettori. È un’azienda a tutti gli effetti che richiede:
- Ricerca e studio: Quello che in ufficio chiamano “aggiornamento professionale”, per noi è lo scavo continuo per restare rilevanti; spesso siamo anche coreografɘ, costumistɘ, insegnanti e coach o ci affidiamo a questi servizi ma chi coordina queste “aree” siamo sempre noi.
- Public Relation e Promozione: Siamo il nostro ufficio marketing. Se non ci muoviamo, se non comunichiamo, non esistiamo.
- Contrattazioni estenuanti: Trattare con organizzazioni e clienti per far valere il proprio prezzo è una maratona diplomatica che farebbe sudare un CEO, chiedi a un* qualunque artista italianɘ.
- Logistica da traslocatori: Spostamenti infiniti con bagagli che pesano quanto un corredo da campeggio. Altro che “viaggio di lavoro in business class”.
2. La gestione del business (Sex Workers)
Il sex work è, per definizione, gestione autonoma di un servizio ad alta intensità. Ecco cosa c’è dietro il sipario:
- Content Creation: Produrre contenuti non è “farsi due foto”. È regia, luci, editing e strategia editoriale. Un lavoro da Social Media Manager, ma con molto più stigma.
- Customer Care (ESTREMO): Le contrattazioni con i clienti possono essere estenuanti. Gestire aspettative, limiti e “clienti impossibili” richiede una pazienza psicologica che pochi possiedono e spesso non portano a nulla = non entrano soldi in tasca.
- Maratone fisiche e mentali: Che siano ore in un night club, sessioni in cam o diversi appuntamenti in un giorno, il corpo e la mente sono messi alla prova tanto quanto chi guida un camion per otto ore o sta in piedi dietro un bancone.
Vuoi la verità nuda e cruda? Quella che non pubblico mai sui social? Trovi il link ai ‘Fatti scomodi delle fatiche quotidiane’ proprio alla fine dell’articolo. Scommetto che non avevi mai visto il mio lavoro da questa prospettiva.
In conclusione: La fatica non ha categoria
Che tu stia sedutə in un ufficio, che tu stia dietro a un bancone, che tu stia contrattando il cachet per una performance o che tu stia gestendo la tua presenza sulle piattaforme da sex worker, la stanchezza è reale, valida e dignitosa.
Il pregiudizio cade non appena ci si rende conto che gli strumenti sono gli stessi: negoziazione, resistenza fisica, strategia e organizzazione. Forse, la prossima volta che qualcuno dirà “Ma che fatica sarà mai?”, potremmo semplicemente rispondere con un elenco delle nostre ore di ufficio… solo che il nostro ufficio è un palco, una camera o una pista da ballo.
E tu, quale “fatica invisibile” del tuo lavoro vorresti che gli altri finalmente capissero?
Vuoi scavare ancora più a fondo?[Clicca qui per i Fatti Scomodi delle fatiche quotidiane]
