Uso il passato perché i miei non ci sono più, ma anche perché quel tempo appartiene a una società che ha preferito il silenzio alla verità. Sono cresciuta in un mondo dove il desiderio era un ospite inatteso, spesso sgradito, da nascondere sotto il tappeto insieme alle briciole.
In questo spazio non troverete ‘vita da sex worker’. Qui troverete la vita e basta. Quella parte di noi che abbiamo soffocato per non deludere chi ci ha preceduto. Inauguro oggi ‘Il Giovedì del Caos‘: un appuntamento per colmare i vuoti e dare un nome a ciò che era proibito.

1. Il silenzio non è assenza
Spesso pensiamo che se in famiglia non si parlava di desiderio, allora il desiderio non esistesse. Errore. Il desiderio c’era, ma era muto. I nostri genitori spesso non sapevano come gestire il fuoco che sentivano dentro perché non avevano le parole per definirlo. Noi quelle parole le abbiamo, e restare in silenzio oggi sarebbe un peccato contro noi stessə.
2. Desiderio vs Aspettativa
Ci hanno insegnato a desiderare quello che dovevamo volere: una relazione stabile, un corpo conforme, un piacere misurato.
Il mio percorso da Performer e Bizarre Model mi ha insegnato il contrario: il desiderio non è un’aspettativa da soddisfare, ma una bussola erotica. Desiderare l’insolito, il bizzarro o il “troppo” non ci rende persone sbagliate. Ci rende persone che hanno smesso di chiedere il permesso per esistere.
3. Il potere di essere Soggetto
La lezione più grande che i miei non hanno mai saputo? Che potevo essere IO il soggetto del mio piacere, non solo l’oggetto di quello altrui.Nel mondo del fetish ho scoperto che il desiderio è una negoziazione consapevole. Non è qualcosa che “ti succede”, è qualcosa che scegli. È la differenza tra subire la vita e abitarla.

“I miei non sapevano che la mia pelle potesse raccontare storie così diverse da quelle che avevano immaginato per me. Oggi lo so io. E oggi lo sappiamo noi.”
Qual è la verità sul tuo desiderio che non hai mai potuto dire ad alta voce? Scrivimelo nei commenti o cercami nel ‘Confessionale del Caos’ su Instagram. Rompiamo il silenzio, un giovedì alla volta.”
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