Facciamo insieme questo esercizio!
Non è difficile, richiede solo un po’ di tempo.
Elenca quanti più lavori passati che ti vengono in mente.

I miei:
“Baby sitter, ripetizioni scolastiche, magazziniera, assicuratrice, cameriera e barista, segretaria, commessa, consulente di bellezza, reclutamento di personale, receptionist e archivista, donna delle pulizie, operaia agricola e mercatara;
Artista: performer, modella, insegnante, organizzatrice di eventi e spettacoli, direttrice artistica, direttrice e coordinatrice di palco, booking manager, road manager, manager in generale, di me stessa e di altri! Coreografa, allenatrice, ricercatrice e divulgatrice, consulente e coach, social media manager e consulente marketing (per me stessa e da autodidatta, fino a questo momento!)”
Cos’è cambiato da prima a dopo? Ciò che ho fatto prima di essere artista a tempo pieno, è stato inutile? Solo dei momenti di passaggio?
No.
Nel mio lavoro di artista ho portato con me ogni singola esperienza scolastica e lavorativa; ed ogni esperienza da professionista nel campo delle arti performative e come consulente e coach è stata portata totalmente nella mia esperienza di vita.
Quel lavoro che credevi inutile… forse ti ha dato più di quanto pensi.
Ogni lavoro lascia qualcosa: competenze, incontri, prospettive. Come sempre e come per ogni cosa, dipende da che prospettiva stai guardando ciò che accade.
Non solo, dai lavori svolti, dai ricordi che li accompagnano, è facile tirare fuori i valori che per noi sono importanti.
Quando sei di fronte a un cambiamento, a delle scelte importanti, tenere a mente e sentire nel cuore quali valori ti hanno spinto in avanti, mi sembra sempre un valido e solido punto di partenza e soprattutto non è una cosa trascurabile.
Tu che ne pensi? E’ vero anche per te?

Ci hai mai ragionato sopra?
Fammi sapere cosa ne pensi? Ti risuonano queste parole? Ti aspetto nei commenti!